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Temi e Sessioni 2009 Print
Convegno GNGTS 2009
Trieste, 16 - 19 novembre



Sessione SPECIALE: Il terremoto dell'Abruzzo
Convenor: A. Amato (INGV, Roma), M. Calvi (Univ., Pavia), P. Galli (Dip. Prot. Civ., Roma), M. Mucciarelli (Univ. Basilicata, Potenza)

 Riassunti estesi della sessione

Il terremoto del 6 aprile e l'intera sequenza ancora in corso, al di là dell'immane tragedia, costituiscono un'occasione unica di studio e di crescita per almeno due generazioni di geologi, sismologi ed ingegneri.
Per la prima volta in Italia da quasi 30 anni, grazie alla notevole quantità di dati di ottima qualità, un così vasto numero di ricercatori si è ritrovato a confrontarsi e discutere su un evento di magnitudo elevata e dagli effetti distruttivi, estesi ad un complesso e importante patrimonio edilizio distribuito su una porzione di territorio vasta e geologicamente diversificata.
Nella speranza di offrire un'immagine quanto più completa del fenomeno sismico, delle sue cause e degli effetti, questa sessione speciale si propone di ospitare i contributi che inquadrano il terremoto del 6 aprile dalle più diverse angolazioni di analisi; dagli studi sulla caratterizzazione della sorgente a quelli sulla propagazione, sull'amplificazione locale e sulla distribuzione degli effetti di superficie; dalla sismicità storica al rilievo macrosismico; dalle nuove vedute sul contesto geologico-tettonico quaternario dell'area alla fagliazione di superficie; dal comportamento delle diverse tipologie di edifici ai criteri di ricostruzione; dalle valutazioni sulla previdibilità del terremoto all'analisi statistica della sequenza; dalle stime di pericolosità dell'area alla validazione dei parametri di normativa.


Tema 1: Geodinamica

Sessione 1.1: Terremoti e faglie
Convenor: D. Di Bucci (Dip. Prot. Civ., Roma), S. Solarino (INGV, Genova)

 Riassunti estesi della sessione

Faglie sismogenetiche, faglie attive e terremoti sono argomenti di studio tra loro strettamente legati, e la raccolta di nuovi dati, l'implementazione di nuove metodologie, la comprensione di nuove chiavi interpretative per ciascuno di essi ha importanti ricadute sugli altri due. Il fine di queste attività è molteplice: comprendere il quadro sismotettonico e l'assetto geodinamico di una regione e le caratteristiche e modalità di rilascio dell'energia sismica; identificare e caratterizzare le sorgenti sismogenetiche per stime di pericolosità ed elaborazioni di scenari di scuotimento e danno; integrare e perfezionare i cataloghi dei terremoti storici e strumentali; caratterizzare e mappare le faglie attive in superficie, anche con finalità di pianificazione territoriale.
La caratterizzazione sismica del territorio prevede un'accurata definizione delle faglie sismogenetiche e delle loro peculiarità sia dal punto di vista spaziale che temporale. Questo risultato si raggiunge da una parte con il monitoraggio dell'attività sismica, ma anche con esperimenti mirati (p.e., di durata contenuta) e la successiva applicazione di tecniche atte a sfruttare appieno il dato sismologico così costruito. Dall'altra parte, esso si basa sul riconoscimento e la quantificazione degli effetti geologici di superficie associabili al ripetersi di terremoti nel lungo termine (deformazione del suolo, pieghe, faglie...), insieme alla ricostruzione dell'assetto del volume crostale che ospita le faglie sismogenetiche.
Oggetto di questa sessione sono le metodologie, i dati e le analisi che concorrono da un lato alla corretta definizione delle sequenze sismiche e dall'altro all'individuazione delle faglie sismogenetiche. Sarà dato particolare risalto a quei lavori che mostrino significative implicazioni dei propri risultati sugli altri argomenti di studio correlati.

Sessione 1.2: Processi tettonici: osservazioni e modelli
Convenor: A. Argnani (ISMAR, Bologna), I. Marson (OGS, Trieste)

 Riassunti estesi della sessione

La comprensione dei processi tettonici, sia quelli attualmente operanti, sia quelli che hanno agito in passato, è un passo fondamentale per definire il contesto geodinamico che ha controllato l'evoluzione geologica di una data regione. I tassi e i modi di deformazione, e quindi anche la ricorrenza degli eventi sismici e vulcanici, sono legati all'ambiente geodinamico e ai processi tettonici operanti. La sessione intende raccogliere contributi che presentano case histories ben documentati e recenti avanzamenti nello studio dei processi tettonici, ottenuti sia attraverso osservazioni geologiche, geofisiche e geodetiche, sia attraverso modelli numerici e analogici.

Sessione 1.3: Osservazioni e modelli dei processi vulcanici e geotermici per la stima della pericolosità
Convenor: C. Del Negro (INGV, Catania), M. Dragoni (Univ., Bologna)

 Riassunti estesi della sessione

La sessione intende essere un ampio forum scientifico dedicato alle ricerche di modellistica fisica dei processi vulcanici e geotermici con le applicazioni a fini di valutazione della pericolosità. Metodi osservativi, sperimentali e teorici hanno partecipato, a vario titolo e livello, a questi studi e significativi passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni. Gli obiettivi sono di promuovere le discussioni sui risultati delle ricerche e di incoraggiare le applicazioni integrate e l'interazione multidisciplinare per contribuire alla valutazione della pericolosità dei fenomeni naturali.


Tema 2: Caratterizzazione sismica del territorio


Sessione 2.1: Effetti locali
Convenor: G. Naso (Dip. Prot. Civ., Roma), L. Sirovich (OGS, Trieste)

 Riassunti estesi della sessione

Speriamo di stimolare contributi che aiutino a fare il punto sulle nostre conoscenze ma anche sui nostri dubbi sull'argomento. Interessano tutte le tecniche e le casistiche, e in particolare: 1) la relazione tra il modello geologico e il modello geotecnico e geofisico, 2) l'efficacia della tecnica dei microtremori, 3) l'uso delle VS30, 4) e (anche sulla scorta dello scenario del terremoto abruzzese) l'influenza delle faglie sulla pericolosità locale e quindi l'opportunità o meno (e a quali condizioni) di tenerne conto in sede di microzonazione.
La sessione tratterà infatti gli effetti locali anche con un occhio al recente terremoto de L'Aquila, che ha dato luogo a molte segnalazioni di veri e presunti casi significativi.
Un punto è chiaro: come in medicina, prima di concentrare l'attenzione e la cura su un disturbo specifico, è meglio effettuare un'anamnesi generale; così in sismologia - ad esempio dopo un terremoto distruttivo - occorre prima valutare il terremoto nel suo complesso per poi mettere a fuoco i particolari. Per inquadrare l'argomento, uno dei coordinatori della sessione presenterà un caso didattico riguardante l'evento di M=5.4 che ha colpito Los Angeles il 29 luglio 2008.

Sessione 2.2: Pericolosità e previsione
Convenor: D. Albarello (Univ., Siena), C. Meletti (INGV, Pisa)

 Riassunti estesi della sessione

Il terremoto dell'Abruzzo e le polemiche sulle presunte previsioni basate sulle emissioni di Radon hanno riaperto la discussione sul contributo che la comunità sismologica da' alla salvaguardia delle persone. A prescindere dalla valutazione scientifica che si da' alle predizioni che sono state diffuse con metodi non ortodossi, resta il problema di valutare l'effettiva applicabilità dei modelli predittivi, siano essi di natura probabilistica o deterministica a fini di protezione civile, della valutazione del diverso livello di affidabilità delle predizioni proposte e della modalità corretta con cui gestire la disseminazione nei confronti della popolazione.
La sessione offre l'opportunità ai diversi ricercatori impegnati nel settore di illustrare e mettere a confronto i diversi modelli disponibili, le relative basi empiriche e teoriche, le possibilità aperte da nuovi risultati esperimentali o schemi di calcolo innovativi che utilizzano al meglio le informazioni disponibili. In particolare, vuole offrire l'opportunità di affrontare il problema dello sviluppo di un approccio unitario al problema della stima di pericolosità (intesa come valutazione delle diverse ipotesi sui terremoti attesi nel prossimo futuro) che prescinda da contrapposizioni fra modelli caratterizzati da un diverso utilizzo delle basi informative (sismicità, misure geodetiche, osservazioni idro/geochimiche ed altro) o da differenti procedure di calcolo. Si vuole anche discutere in questa occasione se e quanto il terremoto dell'Abruzzo abbia modificato le nostre conoscenze e convinzioni su quegli elementi che contribuiscono alla stima della pericolosità sismica sul medio/lungo termine (modelli sismotettonici, modelli di occorrenza dei terremoti, relazioni empiriche di attenuazione dello scuotimento del suolo ecc.), o sull'uso di presunti fenomeni precursori come strumenti di allarme a breve e brevissimo termine.
Tutti questo aspetti sono di interesse per questa sessione che aspira quindi a fare il punto dello stato dell'arte, anche in considerazione delle iniziative in corso in ambito nazionale e internazionale.

Sessione 2.3: Rischio sismico
Convenor: S. Grimaz (Univ. Udine), A. Masi (Univ. Basilicata, Potenza)

 Riassunti estesi della sessione

La recente entrata in vigore delle Norme Tecniche sulle Costruzioni affiancate dalla relativa Circolare applicativa, nonché la pubblicazione degli Indirizzi e Criteri generali per la Microzonazione Sismica, propongono una serie di temi e spunti su cui la Sessione vuole coinvolgere e mettere a confronto le comunità sismologica ed ingegneristica.
Tale confronto, già svoltosi in modo proficuo nell'ambito di progetti finanziati dalla Protezione Civile (DPC-INGV e DPC-Reluis), assume una valenza ancora maggiore alla luce del terremoto aquilano dell'aprile 2009. In tale occasione si è evidenziata l'importanza strategica di disporre di strumenti di supporto alle decisioni nel processo di mitigazione del rischio sismico, di gestione dell'emergenza e della messa in sicurezza post-evento.
Pertanto, gli argomenti principali su cui si intende sollecitare i contributi sono:
  1. utilizzo degli scenari nelle attività di Protezione Civile con particolare riguardo alla pianificazione dell'emergenza;
  2. analisi dei fattori principali che intervengono nella stima dei danni e delle conseguenze attese (scenari di scuotimento con effetti di sorgente, propagazione e sito, dati disponibili sugli edifici e modelli di vulnerabilità, relazioni tra danno e conseguenze sulla popolazione, ecc.);
  3. definizione dell'input sismico per la progettazione e per gli scenari di danno con particolare riferimento all'uso di accelerogrammi reali alla luce delle registrazioni della sequenza sismica dell'Abruzzo;
  4. predisposizione ed utilizzo di scenari di danno ed analisi di rischio;
  5. stima delle caratteristiche dinamiche degli edifici per la valutazione del danno e della vulnerabilità;
  6. strumenti di supporto alle decisioni per la mitigazione del rischio, la gestione dell'emergenza, la messa in sicurezza post-sisma.

Tema 3: Geofisica Applicata

Sessione 3.1: Applicazioni della geofisica all'Ingegneria, ai Beni Culturali e all'Ambiente
Convenor: E. Cardarelli (Univ. "La Sapienza", Roma), P. Cosentino (Univ., Palermo)

 Riassunti estesi della sessione

Sono incoraggiati studi metodologici e lavori sperimentali riguardanti lo sviluppo e l'applicazione delle tecniche geofisiche per l'ingegneria civile (indagini geofisiche per: controlli non distruttivi, localizzazione di sottoservizi, studio di fondazioni, ecc.), per i beni culturali (diagnostica per gli edifici storici, ricerche archeologiche) e per l'ambiente (problemi di inquinamento dei suoli e delle falde, stabilità dei versanti, intrusione salina, indagini idrogeologiche e glaciologiche, erosione delle coste, sicurezza degli argini, fenomeni di erosione sotterranea e carsismo, ecc.). La presentazione di applicazioni di tecniche geofisiche a questi temi realizzate con metodologie convenzionali è pure possibile purchè i risultati siano particolarmente interessanti in termini di prestazioni, ossia tali da rappresentare degli esempi di riferimento per applicazioni analoghe. Sono auspicabili studi integrati di metodologie geofisiche ove l'innovazione sia in termini metodologici che sperimentali rappresenti il punto di forza dello studio.

Sessione 3.2: Geofisica di esplorazione e produzione
Convenor: M. Fedi (Univ., Napoli), E. Loinger (ENI, San Donato Milanese)

 Riassunti estesi della sessione

La sessione è dedicata a innovazioni metodologiche, esempi di applicazione e case histories riguardanti metodi geofisici basati su campi di potenziale (gravimetria, magnetometria, geoelettrica, metodi elettromagnetici) e sulla propagazione di onde (sismica, ground-penetrating radar). È aperta ad un ampio spettro di tematiche che comprende sviluppi metodologici ed applicazioni ai diversi settori della geofisica d'esplorazione e di produzione, comprendenti la modellizzazione numerica, l'imaging, la caratterizzazione dei reservoir, il monitoraggio e l'ottimizzazione della produzione, le loro evoluzioni temporali (time-lapse), le applicazioni da superficie ed in pozzo (logs) per il reperimento e lo sfruttamento di risorse naturali.

Sessione 3.3: Analisi di dati integrati
Convenor: M. Bonafede (Univ., Bologna), M. Pipan (Univ., Trieste)

 Riassunti estesi della sessione

La sessione è dedicata a sviluppi metodologici, esempi di applicazione e case histories riguardanti metodi geofisici, geologici, geochimici e di telerilevamento integrati. E' aperta ad un ampio spettro di tematiche teoriche ed applicative nel settore della geofisica della Terra Solida e delle sue connessioni con altre discipline per lo studio del sottosuolo. È in particolare dedicata agli aspetti metodologici dell'integrazione di dati ed ai risultati che possono derivarne nel campo delle indagini ad alta risoluzione o regionali per la ricostruzione di modelli subsuperficiali e per lo studio della loro evoluzione nel tempo e nello spazio. È incoraggiata la presentazione di note in tutti i settori dove l'integrazione di dati trovi applicazione, dagli studi crostali alle indagini per lo stoccaggio della CO2, agli studi sulla struttura ed evoluzione di sistemi subsuperficiali complessi come i campi geotermici o le zone caratterizzate da compressione e da trascorrenza. Parte della sessione è dedicata alla presentazione di dati e risultati preliminari del Progetto SI.RI.PRO (MIUR), che ha curato la registrazione di un profilo sismico ad alta penetrazione, congiuntamente alla raccolta di dati di sismica a rifrazione, gravimetria, magnetotellurica e stratigrafico-strutturali, tra la costa settentrionale e la costa meridionale della Sicilia.

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Last Updated ( Monday, 09 November 2009 )
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