Sessione SPECIALE: Il terremoto
dell'Abruzzo
Convenor: A. Amato (INGV, Roma), M.
Calvi (Univ., Pavia), P. Galli (Dip. Prot. Civ., Roma), M.
Mucciarelli (Univ. Basilicata, Potenza)
Riassunti estesi della sessione
Il terremoto del 6 aprile
e l'intera sequenza ancora in corso, al di là dell'immane tragedia,
costituiscono un'occasione unica di studio e di crescita per almeno
due generazioni di geologi, sismologi ed ingegneri.
Per la prima volta in
Italia da quasi 30 anni, grazie alla notevole quantità di dati di
ottima qualità, un così vasto numero di ricercatori si è ritrovato
a confrontarsi e discutere su un evento di magnitudo elevata e dagli
effetti distruttivi, estesi ad un complesso e importante patrimonio
edilizio distribuito su una porzione di territorio vasta e
geologicamente diversificata.
Nella speranza di offrire
un'immagine quanto più completa del fenomeno sismico, delle sue
cause e degli effetti, questa sessione speciale si propone di
ospitare i contributi che inquadrano il terremoto del 6 aprile dalle
più diverse angolazioni di analisi; dagli studi sulla
caratterizzazione della sorgente a quelli sulla propagazione,
sull'amplificazione locale e sulla distribuzione degli effetti di
superficie; dalla sismicità storica al rilievo macrosismico; dalle
nuove vedute sul contesto geologico-tettonico quaternario dell'area
alla fagliazione di superficie; dal comportamento delle diverse
tipologie di edifici ai criteri di ricostruzione; dalle valutazioni
sulla previdibilità del terremoto all'analisi statistica della
sequenza; dalle stime di pericolosità dell'area alla validazione dei
parametri di normativa.
Tema 1: Geodinamica
Sessione 1.1: Terremoti e faglie
Convenor: D. Di Bucci (Dip. Prot. Civ.,
Roma), S. Solarino (INGV, Genova)
Riassunti estesi della sessione
Faglie
sismogenetiche, faglie attive e terremoti sono argomenti di studio
tra loro strettamente legati, e la raccolta di nuovi dati,
l'implementazione di nuove metodologie, la comprensione di nuove
chiavi interpretative per ciascuno di essi ha importanti ricadute
sugli altri due. Il fine di queste attività è molteplice:
comprendere il quadro sismotettonico e l'assetto geodinamico di una
regione e le caratteristiche e modalità di rilascio dell'energia
sismica; identificare e caratterizzare le sorgenti sismogenetiche per
stime di pericolosità ed elaborazioni di scenari di scuotimento e
danno; integrare e perfezionare i cataloghi dei terremoti storici e
strumentali; caratterizzare e mappare le faglie attive in superficie,
anche con finalità di pianificazione territoriale.
La
caratterizzazione sismica del territorio prevede un'accurata
definizione delle faglie sismogenetiche e delle loro peculiarità sia
dal punto di vista spaziale che temporale. Questo risultato si
raggiunge da una parte con il monitoraggio dell'attività sismica,
ma anche con esperimenti mirati (p.e., di durata contenuta) e la
successiva applicazione di tecniche atte a sfruttare appieno il dato
sismologico così costruito. Dall'altra parte, esso si basa sul
riconoscimento e la quantificazione degli effetti geologici di
superficie associabili al ripetersi di terremoti nel lungo termine
(deformazione del suolo, pieghe, faglie...), insieme alla
ricostruzione dell'assetto del volume crostale che ospita le faglie
sismogenetiche.
Oggetto di
questa sessione sono le metodologie, i dati e le analisi che
concorrono da un lato alla corretta definizione delle sequenze
sismiche e dall'altro all'individuazione delle faglie
sismogenetiche. Sarà dato particolare risalto a quei lavori che
mostrino significative implicazioni dei propri risultati sugli altri
argomenti di studio correlati.
Sessione 1.2: Processi tettonici:
osservazioni e modelli
Convenor: A. Argnani (ISMAR, Bologna),
I. Marson (OGS, Trieste)
Riassunti estesi della sessione
La
comprensione dei processi tettonici, sia quelli attualmente operanti,
sia quelli che hanno agito in passato, è un passo fondamentale per
definire il contesto geodinamico che ha controllato l'evoluzione
geologica di una data regione. I tassi e i modi di deformazione, e
quindi anche la ricorrenza degli eventi sismici e vulcanici, sono
legati all'ambiente geodinamico e ai processi tettonici operanti.
La sessione intende raccogliere contributi che presentano
case
histories ben documentati e recenti avanzamenti nello studio
dei processi tettonici, ottenuti sia attraverso osservazioni
geologiche, geofisiche e geodetiche, sia attraverso modelli numerici
e analogici.
Sessione 1.3: Osservazioni e modelli
dei processi vulcanici e geotermici per la stima della pericolosità
Convenor: C. Del Negro (INGV, Catania),
M. Dragoni (Univ., Bologna)
Riassunti estesi della sessione
La sessione
intende essere un ampio
forum scientifico dedicato alle ricerche di
modellistica fisica dei processi vulcanici e geotermici con le
applicazioni a fini di valutazione della pericolosità. Metodi
osservativi, sperimentali e teorici hanno partecipato, a vario titolo
e livello, a questi studi e significativi passi avanti sono stati
fatti negli ultimi anni. Gli obiettivi sono di promuovere le
discussioni sui risultati delle ricerche e di incoraggiare le
applicazioni integrate e l'interazione multidisciplinare per
contribuire alla valutazione della pericolosità dei fenomeni
naturali.
Tema 2: Caratterizzazione sismica
del territorio
Sessione 2.1: Effetti locali
Convenor: G. Naso (Dip. Prot. Civ.,
Roma), L. Sirovich (OGS, Trieste)
Riassunti estesi della sessione
Speriamo di stimolare contributi che
aiutino a fare il punto sulle nostre conoscenze ma anche sui nostri
dubbi sull'argomento. Interessano tutte le tecniche e le
casistiche, e in particolare: 1) la relazione tra il modello
geologico e il modello geotecnico e geofisico, 2) l'efficacia della
tecnica dei microtremori, 3) l'uso delle V
S30, 4) e
(anche sulla scorta dello scenario del terremoto abruzzese)
l'influenza delle faglie sulla pericolosità locale e quindi
l'opportunità o meno (e a quali condizioni) di tenerne conto in
sede di microzonazione.
La sessione tratterà infatti gli effetti
locali anche con un occhio al recente terremoto de L'Aquila, che ha
dato luogo a molte segnalazioni di veri e presunti casi
significativi.
Un punto è chiaro: come in medicina, prima di
concentrare l'attenzione e la cura su un disturbo specifico, è
meglio effettuare un'anamnesi generale; così in sismologia - ad
esempio dopo un terremoto distruttivo - occorre prima valutare il
terremoto nel suo complesso per poi mettere a fuoco i particolari.
Per inquadrare l'argomento, uno dei coordinatori della sessione
presenterà un caso didattico riguardante l'evento di M=5.4 che ha
colpito Los Angeles il 29 luglio 2008.
Sessione 2.2: Pericolosità e
previsione
Convenor: D. Albarello (Univ., Siena),
C. Meletti (INGV, Pisa)
Riassunti estesi della sessione
Il terremoto dell'Abruzzo
e le polemiche sulle presunte previsioni basate sulle emissioni di
Radon hanno riaperto la discussione sul contributo che la comunità
sismologica da' alla salvaguardia delle persone. A prescindere dalla
valutazione scientifica che si da' alle predizioni che sono state
diffuse con metodi non ortodossi, resta il problema di valutare
l'effettiva applicabilità dei modelli predittivi, siano essi di
natura probabilistica o deterministica a fini di protezione civile,
della valutazione del diverso livello di affidabilità delle
predizioni proposte e della modalità corretta con cui gestire la
disseminazione nei confronti della popolazione.
La sessione offre
l'opportunità ai diversi ricercatori impegnati nel settore di
illustrare e mettere a confronto i diversi modelli disponibili, le
relative basi empiriche e teoriche, le possibilità aperte da nuovi
risultati esperimentali o schemi di calcolo innovativi che utilizzano
al meglio le informazioni disponibili. In particolare, vuole offrire
l'opportunità di affrontare il problema dello sviluppo di un
approccio unitario al problema della stima di pericolosità (intesa
come valutazione delle diverse ipotesi sui terremoti attesi nel
prossimo futuro) che prescinda da contrapposizioni fra modelli
caratterizzati da un diverso utilizzo delle basi informative
(sismicità, misure geodetiche, osservazioni idro/geochimiche ed
altro) o da differenti procedure di calcolo. Si vuole anche discutere
in questa occasione se e quanto il terremoto dell'Abruzzo abbia
modificato le nostre conoscenze e convinzioni su quegli elementi che
contribuiscono alla stima della pericolosità sismica sul medio/lungo
termine (modelli sismotettonici, modelli di occorrenza dei terremoti,
relazioni empiriche di attenuazione dello scuotimento del suolo
ecc.), o sull'uso di presunti fenomeni precursori come strumenti di
allarme a breve e brevissimo termine.
Tutti questo aspetti sono
di interesse per questa sessione che aspira quindi a fare il punto
dello stato dell'arte, anche in considerazione delle iniziative in
corso in ambito nazionale e internazionale.
Sessione 2.3: Rischio sismico
Convenor: S. Grimaz (Univ. Udine), A.
Masi (Univ. Basilicata, Potenza)
Riassunti estesi della sessione
La recente entrata in
vigore delle Norme Tecniche sulle Costruzioni affiancate dalla
relativa Circolare applicativa, nonché la pubblicazione degli
Indirizzi e Criteri generali per la Microzonazione Sismica,
propongono una serie di temi e spunti su cui la Sessione vuole
coinvolgere e mettere a confronto le comunità sismologica ed
ingegneristica.
Tale confronto, già
svoltosi in modo proficuo nell'ambito di progetti finanziati dalla
Protezione Civile (DPC-INGV e DPC-Reluis), assume una valenza ancora
maggiore alla luce del terremoto aquilano dell'aprile 2009. In tale
occasione si è evidenziata l'importanza strategica di disporre di
strumenti di supporto alle decisioni nel processo di mitigazione del
rischio sismico, di gestione dell'emergenza e della messa in
sicurezza post-evento.
Pertanto, gli argomenti
principali su cui si intende sollecitare i contributi sono:
- utilizzo degli
scenari nelle attività di Protezione Civile con particolare
riguardo alla pianificazione dell'emergenza;
- analisi dei fattori
principali che intervengono nella stima dei danni e delle
conseguenze attese (scenari di scuotimento con effetti di sorgente,
propagazione e sito, dati disponibili sugli edifici e modelli di
vulnerabilità, relazioni tra danno e conseguenze sulla popolazione,
ecc.);
- definizione
dell'input sismico per la progettazione e per gli scenari di danno
con particolare riferimento all'uso di accelerogrammi reali alla
luce delle registrazioni della sequenza sismica dell'Abruzzo;
- predisposizione ed
utilizzo di scenari di danno ed analisi di rischio;
- stima delle
caratteristiche dinamiche degli edifici per la valutazione del danno
e della vulnerabilità;
- strumenti di
supporto alle decisioni per la mitigazione del rischio, la gestione
dell'emergenza, la messa in sicurezza post-sisma.
Tema 3: Geofisica Applicata
Sessione 3.1: Applicazioni della
geofisica all'Ingegneria, ai Beni Culturali e all'Ambiente
Convenor: E. Cardarelli (Univ. "La
Sapienza", Roma), P. Cosentino (Univ., Palermo)
Riassunti estesi della sessione
Sono
incoraggiati studi metodologici e lavori sperimentali riguardanti lo
sviluppo e l'applicazione delle tecniche geofisiche per
l'ingegneria civile (indagini geofisiche per: controlli non
distruttivi, localizzazione di sottoservizi, studio di fondazioni,
ecc.), per i beni culturali (diagnostica per gli edifici storici,
ricerche archeologiche) e per l'ambiente (problemi di inquinamento
dei suoli e delle falde, stabilità dei
versanti, intrusione salina, indagini idrogeologiche e glaciologiche,
erosione delle coste, sicurezza degli argini, fenomeni di erosione
sotterranea e carsismo, ecc.). La presentazione di applicazioni di
tecniche geofisiche a questi temi realizzate con metodologie
convenzionali è pure possibile purchè i risultati siano
particolarmente interessanti in termini di prestazioni, ossia tali da
rappresentare degli esempi di riferimento per applicazioni analoghe.
Sono auspicabili studi integrati di metodologie geofisiche ove
l'innovazione sia in termini metodologici che sperimentali
rappresenti il punto di forza dello studio.
Sessione 3.2: Geofisica di
esplorazione e produzione
Convenor: M. Fedi (Univ., Napoli), E.
Loinger (ENI, San Donato Milanese)
Riassunti estesi della sessione
La sessione è dedicata a
innovazioni metodologiche, esempi di applicazione e case histories
riguardanti metodi geofisici basati su campi di potenziale
(gravimetria, magnetometria, geoelettrica, metodi elettromagnetici) e
sulla propagazione di onde (sismica, ground-penetrating radar). È
aperta ad un ampio spettro di tematiche che comprende sviluppi
metodologici ed applicazioni ai diversi settori della geofisica
d'esplorazione e di produzione, comprendenti la modellizzazione
numerica, l'imaging, la caratterizzazione dei reservoir, il
monitoraggio e l'ottimizzazione della produzione, le loro
evoluzioni temporali (time-lapse), le applicazioni da superficie ed
in pozzo (logs) per il reperimento e lo sfruttamento di risorse
naturali.
Sessione 3.3: Analisi di dati
integrati
Convenor: M. Bonafede (Univ., Bologna),
M. Pipan (Univ., Trieste)
Riassunti estesi della sessione
La
sessione è dedicata a sviluppi metodologici, esempi di applicazione
e case histories riguardanti metodi geofisici, geologici, geochimici
e di telerilevamento integrati. E' aperta ad un ampio spettro di
tematiche teoriche ed applicative nel settore della geofisica della
Terra Solida e delle sue connessioni con altre discipline per lo
studio del sottosuolo. È in particolare dedicata agli aspetti
metodologici dell'integrazione di dati ed ai risultati che possono
derivarne nel campo delle indagini ad alta risoluzione o regionali
per la ricostruzione di modelli subsuperficiali e per lo studio della
loro evoluzione nel tempo e nello spazio. È incoraggiata la
presentazione di note in tutti i settori dove l'integrazione di
dati trovi applicazione, dagli studi crostali alle indagini per lo
stoccaggio della CO
2,
agli studi sulla struttura ed evoluzione di sistemi subsuperficiali
complessi come i campi geotermici o le zone caratterizzate da
compressione e da trascorrenza. Parte della sessione è dedicata alla
presentazione di dati e risultati preliminari del Progetto SI.RI.PRO
(MIUR), che ha curato la registrazione di un profilo sismico ad alta
penetrazione, congiuntamente alla raccolta di dati di sismica a
rifrazione, gravimetria, magnetotellurica e
stratigrafico-strutturali, tra la costa settentrionale e la costa
meridionale della Sicilia.
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