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Wednesday, 17 September 2014  
Temi e Sessioni
TEMA 1: GEODINAMICA

Sessione 1.1: Sismicità e faglie: ieri, oggi, domani
Convenor: E. Eva (INGV, Genova), P. Galli (Dip. Protezione Civile, Roma)

Nell'ultimo anno abbiamo nuovamente assistito a sciami sismici che, per mesi, hanno interessato aree della nostra penisola storicamente soggette a lunghe sequenze e, contemporaneamente, a forti eventi che hanno inaspettatamente colpito zone storicamente silenti. Tutto questo ci spinge ancora una volta a riflettere sulla reale conoscenza che abbiamo sulle strutture sismogenetiche e sul loro comportamento e quindi sui modelli sismotettonici e sulla zonazione sismogenetica corrente. Con la finalità di supporto alla valutazione della pericolosità sismica, attraverso la determinazione dell'esatta posizione dei fuochi sismici, l'associazione tra le strutture tettoniche e sismogenetiche ed ogni elemento geologico e sismologico utile a definirne le caratteristiche geometriche e l'estensione in profondità, la ricerca nel campo della sismogenesi può ritornare sui suoi passi ma non deve conoscere interruzioni.
In questa sessione sono come sempre ben accetti sia gli studi sugli effetti macrosismici e geologici dei terremoti recenti, che gli approfondimenti storici sugli eventi passati, oltre che i numerosi nuovi contributi nel campo della tettonica attiva e della paleosismicità, specie se inquadrati in un rigoroso contesto dell'evoluzione tardo-quaternaria, dello stato dello stress e dei ratei di deformazioni desunti da dati geodetici e sismologici, delle nuove tecniche di localizzazione delle sequenze, delle deformazioni pre e post sisma rivelate da dati interferometrici.

Sessione 1.2: Processi tettonici attivi: cause geodinamiche e indicatori geologici, geofisici e geomorfologici
Convenor: A. Del Ben (Università Trieste), A. Argnani (C.N.R., Bologna)

La sessione vuole essere un'occasione di confronto sui processi tettonici attivi nell'area italiana e/o mediterranea osservati sulla superficie terreste o attraverso tecniche di indagini profonde. Ci  si propone quindi di raccogliere esperienze che valorizzino le applicazioni, lo stato dell'arte e le prospettive future delle diverse metodologie utili a tale scopo, mediante la presentazione di lavori sulle evidenze superficiali e profonde, sulle misure delle deformazioni e sugli eventi (fenomeni franosi, deformazioni gravitative, ecc.) indotti dalle deformazioni tettoniche in atto. Sono incoraggiati i contributi che tentano di affrontare aspetti problematici con riferimento all'applicazione di metodologie e tecniche integrate ed in particolare i contributi che presentano i risultati ottenuti nell'ambito dei recenti progetti INGV-DPC.

Sessione 1.3: Vulcani e campi geotermici
Convenor: F. Bianco (INGV, Napoli), R. Petrini (Università, Pisa)

Le ricerche sui temi del vulcanismo e della geotermia sono particolarmente attuali, sia nel contesto della genesi ed evoluzione dei magmi, delle dinamiche di risalita, dello stile eruttivo e della mitigazione del rischio, che nello sviluppo di fonti energetiche rinnovabili per ridurre la dipendenza dal greggio, ed in generale nei progetti che prevedono sia innovazione tecnologica che applicazioni già consolidate nei campi degli usi diretti ed indiretti delle risorse geotermiche.
La sessione "Vulcani e campi geotermici" ospiterà contributi su approcci e risultati di ricerche multidisciplinari che comprendano geofisica, geochimica, vulcanologia, petrologia e  problematiche ambientali; sono incoraggiati i contributi relativi ad attività sperimentali realizzate su aree vulcaniche e geotermiche con lo scopo di definirne, con grande dettaglio, la struttura, la dinamica e le loro evoluzioni temporali.

TEMA 2: CARATTERIZZAZIONE SISMICA DEL TERRITORIO

Sessione 2.1: Pericolosità sismica di lungo, medio e breve termine
Convenor: D. Di Bucci (Dip. Protezione Civile, Roma), D. Albarello (Università Siena)

La sessione è volta a favorire un approfondito dibattito, anche con spazi specificamente dedicati, sullo stato dell'arte, i punti critici e le prospettive di sviluppo dei seguenti temi:
1) mappe di pericolosità sismica a lungo, medio e breve termine, dipendenti o non dipendenti dal tempo, e confronto con esperienze recenti a livello europeo. Possibile integrazione delle metodologie standard con il contributo in termini probabilistici di altri tipi di dato (sismici e non) e di modelli di stima;
2) scenari di scuotimento e relativi elementi costitutivi. Possibile integrazione dei dati in tempo reale, diverse parametrizzazioni dello scuotimento e relazione dei parametri usati con i valori di intensità;
3) sismicità indotta/innescata da invasi idrici e da attività di sfruttamento del sottosuolo, modalità di monitoraggio. Integrazione nelle stime di pericolosità.

Sessione 2.2: Effetti di sito e microzonazione sismica
Convenor: F. Pacor (INGV, Milano), G. Naso (Dip. Protezione Civile, Roma)

Lo studio dei terremoti passati e recenti evidenziano come gli effetti di sito, sia in termini di amplificazione del moto sismico, sia in termini di fenomeni di instabilità permanenti del terreno (frane, liquefazioni, rotture di faglie capaci, cedimenti differenziali, ecc.), hanno un ruolo fondamentale nella caratterizzazione del moto sismico e nella valutazione degli effetti di un terremoto sull'ambiente. Benchè notevoli progressi siano stati ottenuti nella comprensione dei fenomeni fisici coinvolti nella risposta di sito, a tutt'oggi molti aspetti sono ancora da approfondire per individuare le condizioni locali  più critiche (stratigrafiche e morfologiche) e le modalità con cui condizionano il moto sismico. La comprensioni di tali elementi risulta determinate per:
- la valutazione complessiva degli effetti del terremoto sul territorio;
- la gestione dell'emergenza post evento;
- la corretta ed adeguata definizione di strumenti di prevenzione in "tempo di pace" (con particolare riferimento alla microzonazione sismica).
Nella sessione si cercherà di sviluppare una discussione su tali tematiche considerando le indagini e i dati di base, le metodologie di elaborazione e i risultati dei lavori presentati.
Di particolare interesse saranno interventi che presentano confronti fra dati sperimentali e modelli teorici; casi studio relativi a situazioni geomorfologiche complesse (topografie,bacini, zone di faglia) e valutazioni di risposta sismica locale a scala locale e territoriale.

Sessione 2.3: Strumenti e azioni per la riduzione del rischio sismico
Convenor: M. Dolce (Dip. Protezione Civile, Roma), L. Martelli (Regione Emilia-Romagna)

Stante l'imprevedibilità dei terremoti, l'obiettivo primario per la riduzione del rischio sismico, sia per salvaguardare le vite umane, sia per limitare le perdite economiche, è il raggiungimento di adeguati livelli di sicurezza sismica del patrimonio costruito. Tuttavia, le complesse problematiche poste da tale obiettivo, soprattutto di tipo economico, richiedono una serie di azioni diversificate, da condurre in maniera coordinata e sinergica. Si tratta di azioni per:
1) il miglioramento delle conoscenze tecnico-scientifiche e del territorio;
2) la riduzione della vulnerabilità e dell'esposizione (azioni dirette e indirette);
3) la mitigazione degli effetti, attraverso il rafforzamento del sistema di protezione civile, i piani di emergenza, le esercitazioni e le campagne di divulgazione di una cultura di prevenzione.
Negli ultimi anni, in Italia, la sensibilità della popolazione e della classe politica per il rischio sismico è cresciuta, anche in conseguenza dei terremoti di San Giuliano, 2002, L'Aquila, 2009 e Emilia, 2012, e si è tradotta in importanti iniziative, volte a migliorare le conoscenze tecnico-scientifiche, l'efficacia dei piani urbanistici, gli strumenti normativi e la pianificazione di emergenza, nonché a effettuare valutazioni della sicurezza sismica delle costruzioni strategiche e rilevanti, stanziare fondi e accordare benefici fiscali ai privati per interventi di riduzione della vulnerabilità sismica.
In particolare, i finanziamenti resi disponibili dall'art. 11 della L. 77/2009, quasi un miliardo di euro in 7 anni, ancorché largamente insufficienti, stanno consentendo di mettere in atto per la prima volta una strategia di prevenzione sismica ad ampio spettro con azioni sinergiche, che ricadono nell'ambito delle linee fondamentali sopra riportate e consistono in: i) studi di microzonazione sismica e analisi della condizione limite per l'emergenza, con riflessi immediati sulla pianificazione urbanistica e di emergenza, ii) rafforzamento strutturale di opere pubbliche e di edifici privati, con particolare attenzione per opere ed edifici che hanno rilevanza per i piani di emergenza.
La sessione vuole portare alla luce esempi di buona pratica e proposte di azioni per la riduzione del rischio sismico, precorritrici di un approccio moderno e consapevole alla mitigazione del rischio. Ne sono esempi i processi virtuosi di integrazione degli studi del territorio (pericolosità sismica, microzonazione sismica, analisi della vulnerabilità delle costruzioni, monitoraggi, ecc.) con le azioni di riduzione di vulnerabilità ed esposizione, e con la pianificazione urbanistica e di emergenza, nonché le campagne di divulgazione e sensibilizzazione della popolazione e degli amministratori pubblici e, infine, l'attività di normazione tecnica primaria e secondaria.

TEMA 3: GEOFISICA APPLICATA

Sessione 3.1: Sismica superficiale e profonda
Convenor: U. Tinivella (OGS, Trieste), P. Mazzucchelli (Aresys, Milano)

La sessione é dedicata a innovazioni metodologiche, esempi di applicazioni e case histories riguardanti metodi sismici con obiettivi sia superficiali che profondi. Essa é aperta ad un ampio spettro di tematiche che comprende, per la sismica superficiale, gli sviluppi metodologici e le applicazioni all'ingegneria, ai beni culturali e all'ambiente, alle acque sotterranee, geotermiche e minerarie. Per la sismica profonda le tematiche sono rivolte all'esplorazione ed alla produzione di idrocarburi, l'imaging, la modellizzazione numerica e le applicazioni strutturali e stratigrafiche.

Sessione 3.2: Metodi elettro-magnetici e gravimetrici
Convenor: A. Manzella (CNR. Pisa), G. Florio (Università Federico II, Napoli)

La sessione è dedicata ad illustrare innovazioni metodologiche, esempi di applicazione e case histories riguardanti metodi geofisici basati su campi di potenziale (gravimetria e magnetometria) e su campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza, dalla geoelettrica al geo-radar. È aperta a un ampio spettro di tematiche, anche in chiave di integrazione con altri metodi geofisici, che comprende la geofisica d'esplorazione, la modellizzazione numerica di dati geofisici con metodi di data-processing, di imaging e di inversione, le applicazioni in pozzo (logs), finalizzate alla definizione di strutture geologiche in ambito regionale e superficiale, al reperimento e sfruttamento di risorse naturali, all'esplorazione geotermica, alle indagini in ambito ambientale e culturale e alla modellistica geodinamica tramite dati acquisiti a terra o telerilevati, ivi comprese le loro variazioni temporali.

Sessione 3.3: Metodi integrati
Convenor: V. Socco (Politecnico, Torino), E. Cardarelli (Università La Sapienza, Roma)

Nella sessione "Metodi integrati" si invitano gli autori a presentare note riguardanti sia simulazioni sia casi reali, in cui si evidenzi il vantaggio di accoppiare dati geofisici derivanti da diverse tecniche di prospezione rispetto a quelli ottenibili da una singola metodologia. In particolare sarebbero interessanti:
• tecniche di raffronto quantitativo dei risultati, in cui il vantaggio dell'integrazione risulti da parametri oggettivamente stimabili;
• tecniche di inversione congiunta di dati;
• tecniche di fusione dei dati.