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Friday, 18 April 2014  
Temi e Sessioni

TEMA 1: GEODINAMICA

Sessione 1.1: Terremoti e le loro faglie
Convenor: P. Galli (Dip. Prot. Civ., Roma), S. Solarino (INGV, Genova)

I terremoti degli ultimi quattro anni, da quelli devastanti dell'Aquila 2009 e dell'Emilia 2012, alle lunghe sequenze del Pollino (2010-2013) e della Garfagnana-Lunigiana (2013), come spesso accade, hanno generato un'accelerazione della ricerca in campo sismologico e geologico/geofisico nelle aree interessate, vuoi per la gran messe di dati registrati dalle reti strumentali (sismometriche, accelerometriche, geodetiche, interferometriche), vuoi per la necessità da parte dei geologi del terremoto di conoscere ed approfondire le conoscenze sulle strutture sismogenetiche attivatesi e sul loro possibile comportamento, ma anche per rispondere con maggiore chiarezza e celerità a quella parte di popolazione coinvolta e provata dal succedersi di quegli eventi che hanno talvolta assunto un imprevisto carattere mediatico.
I molti lavori che hanno già visto la luce, specialmente a seguito ed a riguardo del sisma aquilano del 2009, sono solo una parte delle numerose ricerche in corso nelle aree sopra citate, molte delle quali caratterizzate da un crescente spirito di interdisciplinarità, con mutuo ricorso e confronto tra dati geologici di superficie e dati geofisici, geodetici, sismologici e storici. La sessione si propone - come ogni anno - di fare il punto sullo stato di avanzamento di queste ricerche, naturalmente non solo nelle aeree epicentrali dei terremoti recenti, ma anche laddove madre natura ancora non si sia ancora così esplicitamente palesata. Sono pertanto benvenuti sia gli studi sugli effetti macrosismici e geologici dei terremoti recenti, che gli approfondimenti storici sugli eventi passati, oltre che i numerosi nuovi contributi nel campo della tettonica attiva, della paleosismicità, dello stato dello stress e dei ratei di deformazioni desunti da dati geodetici e sismologici, delle nuove tecniche di localizzazione delle sequenze, delle deformazioni pre e post sisma inferite da dati interferometrici.

Sessione 1.2: Dinamica e cinematica: processi attivi nell’area italiana
Convenor: A. Argnani (C.N.R., Bologna), E. Serpelloni (INGV, Bologna)

Le deformazioni del suolo osservate sulla superficie terrestre riflettono, a varie scale, la dinamica dei processi tettonici in atto e la loro evoluzione nel tempo. Tuttavia, la comprensione delle modalita' con cui la deformazione crostale e' avvenuta su scala geologica non e' sempre facile, a causa delle difficolta' di confrontare scale temporali e spaziali a volte molto diverse. La regione italiana offre una eccellente panoramica di processi tettonici attivi, per molti dei quali si puo' definire con una buona approssimazione la cinematica deformativa. Restano tuttavia problemi aperti e ambiguita' che lasciano spazio a diverse interpretazioni geodinamiche e cinematiche.

La sessione intende raccogliere contributi che riguardano lo studio di processi tettonici attivi nell'area italiana e/o mediterranea e che riportano sia descrizioni della deformazione in atto, sia interpretazioni del contesto cinematico o geodinamico, a partire da dati geologi, geodetici e sismotettonici. Sono incoraggiati i contributi che tentano di affrontare aspetti problematici con approcci integrati e i contributi che presentano i risultati ottenuti nell'ambito dei recenti progetti INGV-DPC, e in particolare in quello del progetto S1 "Miglioramento delle conoscenze per la definizione del potenziale sismogenetico".

Sessione 1.3: Vulcani e campi geotermici
Convenor: E. Del Pezzo (INGV, Napoli), R. Petrini (Univ., Pisa)

La comprensione delle dinamiche che caratterizzano le aree vulcaniche e geotermiche rappresenta un obiettivo prioritario nelle Scienze della Terra, anche per le implicazioni sociali che ne derivano. Gli studi in questo ambito comprendono sia il miglioramento delle conoscenze riguardo i sistemi eruttivi, con implicazioni sul rischio vulcanico, che i sistemi geotermici associati alla presenza di camere magmatiche superficiali ed intrusioni, estesi anche ad aree di circolazione profonda di fluidi in contesti tettonici con elevato gradiente geotermico ed in sistemi sedimentari.
Nella sessione saranno benvenuti contributi sulle seguenti tematiche:
• osservazioni geofisiche e geochimiche, ed esperimenti connessi, in aree vulcaniche e geotermiche;
• modellizzazioni della dinamica dei processi attivi in aree vulcaniche e geotermiche;
• studi multidisciplinari dei fenomeni precursori in aree di vulcanismo attivo;
• monitoraggio geochimico in aree vulcaniche;
• esplorazione geotermica e attività sismica indotta;
• sistemi geotermici di bassa ed alta entalpia;
• impatto ambientale ed energia geotermica.

TEMA 2: CARATTERIZZAZIONE SISMICA DEL TERRITORIO

Session 2.1: Pericolosità sismica, vulnerabilità, scenari di scuotimento e di danno
Convenor: D. Albarello (Univ. Siena), A. Masi (Univ. Basilicata, Potenza)



Sessione 2.2: Effetti di sito
Convenor: S. Grimaz (Univ., Udine), G. Naso (Dip. Prot. Civ., Roma)

Lo studio dei terremoti passati e recenti evidenziano come gli effetti di sito, sia in termini di amplificazione del moto sismico, sia in termini di fenomeni di instabilità permanenti del terreno (frane, liquefazioni, rotture di faglie capaci, cedimenti differenziali, ecc.), costituiscano elementi determinanti per:
• la valutazione complessiva degli effetti sul territorio e sulle strutture antropiche,
• la gestione dell'emergenza post evento,
• una corretta ricostruzione,
• l'adeguata definizione di strumenti di prevenzione in "tempo di pace" (con particolare riferimento alla microzonazione sismica).
Nella sessione si cercherà di sviluppare una discussione su queste tematiche, considerando le indagini di esplorazione, i dati di base, le metodologie di elaborazione e i risultati dei lavori presentati.
Saranno particolarmente graditi gli interventi che presenteranno case-studies su scala locale e area vasta.

Sessione 2.3: Strumenti per la riduzione del rischio
Convenor: M. Dolce (Pres. Consiglio, Roma), L. Martelli (Regione Emilia-Romagna)

Stante l'imprevedibilità dei terremoti, l'obiettivo primario per la riduzione del rischio sismico, sia per salvaguardare le vite umane, sia per limitare le perdite economiche, è e deve restare il raggiungimento di adeguati livelli di sicurezza sismica di tutto il patrimonio costruito. Tuttavia, le complesse problematiche poste da tale obiettivo, soprattutto di tipo economico, richiedono una serie di azioni diversificate, da portare avanti in contemporanea e in maniera coordinata e sinergica. Si tratta di azioni per (M. Dolce; 2012: The Italian National Seismic Prevention Program. In: Proc. of 15th World Conference on Earthquake Engineering, September 2012, Lisbona, Portogallo, Invited Lecture):
il miglioramento delle conoscenze tecnico-scientifiche e del territorio;
la riduzione della vulnerabilità e dell'esposizione (azioni dirette e indirette);
la mitigazione degli effetti, attraverso il rafforzamento del sistema di protezione civile, i piani di emergenza, le esercitazioni e le campagne di divulgazione di una cultura di prevenzione.
Negli ultimi anni, in Italia, la sensibilità della popolazione e della classe politica per il rischio sismico è cresciuta, anche in conseguenza dei terremoti di S. Giuliano, 2002, L'Aquila, 2009 e Emilia, 2012, e si è tradotta in importanti iniziative, volte a migliorare le conoscenze tecnico-scientifiche, gli strumenti normativi e la pianificazione di emergenza, nonché a effettuare valutazioni della sicurezza sismica delle costruzioni strategiche e rilevanti, stanziare fondi e accordare benefici fiscali ai privati per interventi di riduzione della vulnerabilità sismica.
In particolare, i finanziamenti resi disponibili dall'art. 11 della L. 77/2009, quasi un miliardo di euro in 7 anni, ancorché largamente insufficienti, stanno consentendo di mettere in atto per la prima volta una strategia di prevenzione sismica ad ampio spettro con azioni sinergiche, che ricadono nell'ambito delle tre linee fondamentali sopra riportate e consistono fondamentalmente in: (i) studi di microzonazione sismica, per migliorare la conoscenza della pericolosità locale, con riflessi immediati sulla pianificazione urbanistica e la pianificazione di emergenza, (ii) rafforzamento strutturale di opere pubbliche e di edifici privati, con particolare attenzione per opere ed edifici che hanno rilevanza per i piani di emergenza.
La sessione vuole portare alla luce esempi di buona pratica delle azioni per la riduzione del rischio in corso o svolte nel passato, precorritrici di un approccio moderno e consapevole alla mitigazione del rischio sismico. Ne sono esempi i processi virtuosi di integrazione degli studi del territorio (pericolosità sismica, microzonazione sismica, analisi della vulnerabilità delle costruzioni, ecc.) con le azioni di riduzione di vulnerabilità ed esposizione, e con la pianificazione urbanistica e la pianificazione di emergenza, nonché le campagne di divulgazione e sensibilizzazione della popolazione e degli amministratori pubblici e, infine, l'attività di normazione tecnica primaria e secondaria.

TEMA 3: GEOFISICA APPLICATA

Sessione 3.1: Sismica superficiale e profonda
Convenor: E. Loinger (Eni, San Donato Milanese), U. Tinivella (OGS, Trieste)

La sessione é dedicata a innovazioni metodologiche, esempi di applicazioni e case histories riguardanti metodi sismici con obiettivi sia superficiali che profondi. Essa é aperta ad un ampio spettro di tematiche che comprende, per la sismica superficiale, gli sviluppi metodologici e le applicazioni all'ingegneria, ai beni culturali e all'ambiente, alle acque sotterranee, geotermiche e minerarie. Per la sismica profonda le tematiche sono rivolte all'esplorazione ed alla produzione di idrocarburi, l'imaging, la modellizzazione numerica e le applicazioni strutturali e stratigrafiche.

Sessione 3.2: Metodi elettro-magnetici e gravimetrici
Convenor: M. Fedi (Univ., Napoli), G. Santarato (Università, Ferrara)

La sessione è dedicata ad illustrare innovazioni metodologiche, esempi di applicazione e case histories riguardanti metodi geofisici basati su campi di potenziale (gravimetria e magnetometria) e su campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza, dalla geoelettrica al geo-radar. È aperta a un ampio spettro di tematiche, anche in chiave di integrazione con altri metodi geofisici, che comprende la geofisica d'esplorazione, la modellizzazione numerica di dati geofisici con metodi di data-processing, di imaging e di inversione, le applicazioni in pozzo (logs), finalizzate alla definizione di strutture geologiche in ambito regionale e superficiale, al reperimento e sfruttamento di risorse naturali, all'esplorazione geotermica, alle indagini in ambito ambientale e culturale e alla modellistica geodinamica tramite dati acquisiti a terra o telerilevati, ivi comprese le loro variazioni temporali.

Sessione 3.3: Metodi integrati
Convenor: L. Sambuelli (Politecnico, Torino), A. Vesnaver (OGS, Trieste)

Nella sessione "Metodi integrati" si invitano gli autori a presentare note riguardanti sia simulazioni sia casi reali, in cui si evidenzi il vantaggio di accoppiare dati geofisici derivanti da diverse tecniche di prospezione rispetto a quelli ottenibili da una singola metodologia. In particolare sarebbero interessanti:
• tecniche di raffronto quantitativo dei risultati, in cui il vantaggio dell'integrazione risulti da parametri oggettivamente stimabili;
• tecniche di inversione congiunta di dati;
• tecniche di fusione dei dati.